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di Elisabetta Carella. Tratto dal libro "Segni e Sogni"
Il piede è un capolavoro unico di architettura o meglio di biomeccanica; in uno spazio estremamente piccolo si concentrano: 26 ossa, 33 articolazioni, 114 legamenti, 20 muscoli, 250.000 ghiandole sudorifere. La complessità strutturale del piede è dovuta alle sue funzioni, molteplici e soprattutto molto precise; infatti una struttura così piccola riesce ad adattarsi a situazioni diverse, affrontando terreni impervi, come quelli montani, senza farci cadere, oppure correndo in pianura, fino ad arrivare a mantenere il corpo in equilibrio su superfici molto piccole, come nel caso degli acrobati. Il piede, fulcro principale del nostro organismo è preposto: alla stabilizzazione della stazione eretta; alla propulsione e movimento; all’adattamento della marcia sul terreno; alla coordinazione della postura.
di Elisabetta Carella. Tratto dal libro “Il desiderio innato di muoversi liberamente” di Silva Scardovi
Dal punto di vista biomeccanico, il piede ha il compito di adattarsi al suolo mantenendo l’equilibrio nei cambi di direzione e di ritmo. La pronazione e la supinazione sono due movimenti opposti uno all’altro, fondamentali per la funzionalità adattativa del piede in relazione al tipo di terreno con cui viene a contatto (ghiaia, erba, ghiaccio o pavimento liscio) e alle informazioni, a volte compensate che riceve dall’alto (ad esempio scoliosi o asimmetrie antalgiche che ci fanno compensare il corpo per non sentire un dolore). Durante la fase di contatto del tallone, il piede è in supinazione, ma subito dopo la prima fase di appoggio con il terreno, passa in pronazione. È un movimento naturale che aiuta a ridurre la tensione articolare e avviene con la rotazione all’interno del piede. Per avere un’azione efficace e vantaggiosa, il movimento dalla pronazione alla supinazione deve avvenire in modo equilibrato e progressivo. In questo modo anche le altre articolazioni, come il ginocchio e l’anca, lavorano con la massima interazione.